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Ginevra 2016 | In viaggio verso il domani

By on marzo 11th, 2016

Il futuro. Così affascinante, così misterioso. Ognuno di noi lo immagina nei modi più disparati: chi super tecnologico, chi a impatto zero e chi più ne ha, più ne metta. Ma riuscire a delineare un profilo fattibile di quello che vedremo nel prossimo futuro è impossibile. Anche e soprattutto quando si parla di automobili. Ogni volta che viene presentato un nuovo modello c’è immancabilmente qualche inguaribile “profeta” che esordisce con frasi tipo: “abbiamo raggiunto il massimo livello tecnologico possibile. Più di così non si può fare”, salvo poi doversi rimangiare tutto con il lancio del modello successivo. Insomma, come disse qualcuno molto tempo prima che l’automobile venisse inventata: “del doman non v’è certezza”. Niente di più vero, ma oggi, comunque, una sbirciatina a ciò che guideremo negli anni a venire ce la possiamo comunque fare, grazie alle concept cars. Veri e propri concentrati di tecnologia che fanno da preludio a stili e soluzioni che caratterizzeranno le auto di domani. E quale posto migliore di un salone dell’auto internazionale per fare questo piccolo salto nel futuro? Dopo le hypercar e le supercar è arrivato il momento di avvicinarci a qualcosa che per il momento si può solo guardare.

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Siamo partiti da DS, nuovo brand nato recentemente da una branca di Citroën. Se lo stand si presenta piuttosto scarno di novità, è qui che si trova una delle concept dalle linee più futuristiche di tutto il Salone. La E-Tense. Alta meno di un metro e trenta ha una silhouette che pare disegnata dal vento, eppure, sotto le sue forme così fluenti, si nasconde un powertrain di tutto rispetto, frutto dell’impegno di DS in Formula E. La E-Tense, infatti, è alimentata da un pacco batterie al litio in grado di sviluppare 402 CV e 516 Nm per una velocità massima i 250 km/h e un’autonomia che può arrivare fino a 360 chilometri. Inedita, infine, anche la tecnologia Active Led Vision dei fari anteriori, che modifica il fascio di luce in relazione alla strada su cui ci si trova, alla velocità e alle condizioni meteo.

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Rimanendo in casa PSA ci spostiamo in Peugeot per osservare da vicino la Fractal. È una cabrio molto compatta, appena 3,81 metri, dal carattere molto sportivo. È spinta, da due motori elettrici, uno sull’asse anteriore, uno su quello posteriore, che insieme generano una potenza totale di 204 CV. Prima di dire che sono pochi aspettate di conoscere il peso di questa piccola quattro posti: appena mille chili. Un risultato lodevole per una vettura elettrica. Altra particolarità di questa concept è il suo sistema audio. Si tratta di un 9.1.2 progettato in collaborazione con Focal, che prevede un apposito subwoofer sullo schienale di ogni sedile.

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Cambiamo padiglione e andiamo a fare visita alle giapponesi. Ammettiamolo, gli orientali non sono mai stati dei veri e propri maestri del design. Si sono sempre fatti rispettare, questo è vero, ma lo stile delle concept europee è sempre stato su un altro livello. Fino ad ora. Già, perché a Ginevra Mazda non ha solo presentato una delle concept più belle del Salone, ma anche uno dei prototipi più belli degli ultimi anni. Si chiama RX Vision e non è solo bella. Rappresenta anche il ritorno di Mazda nel mondo delle sportive ad alte prestazione garantite, udite udite, da un nuovo motore Wankel. Ancora nessuna informazione tecnica a riguardo, ma il fondo scala del contachilometri a 320 km/h e quello del contagiri a 10.000 giri fanno pregustare prestazioni particolarmente eccitanti. Incrociamo le dita.

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Di concezione completamente diversa, ma altrettanto bella, la Lexus LF-LC. Anticipa le linee della futura ammiraglia della Casa che dovrebbe fare il suo debutto nel 2020. È dotata di celle a combustibile che alimentano due motori che danno moto a tutte e quattro le ruote, con il serbatoio di idrogeno collocato tra i due assali. E per assistere il più possibile il conducente, c’è anche un sistema di guida autonoma.

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Proprio intorno al tema della guida autonoma, Nissan ha realizzato la sua concept IDS. Costruita secondo i concetti di guida social, la macchina è costantemente connessa con il traffico che la circonda. La plancia è un vero concentrato di tecnologia. Per guidarla manualmente il conducente ha a disposizione un volante che ricorda molto una cloche dietro la quale si trova la strumentazione digitale. Quando si passa alla modalità Pilote Drive, invece, il volante sparisce e l’intera plancia cambia forma divenendo un’unica postazione di controllo digitale dalla quale gestire tutte le funzioni della macchina, che è spinta, ovviamente, da un motore elettrico con una potenza di 60 kWh.

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A poca distanza, Honda mostra la Civic Hatchback, che preannuncia le linee della decima generazione della compatta giapponese che arriverà il prossimo anno. Rispetto alla serie attuale sarà più lunga di 13 centimetri e più larga di tre. A guardarla bene, in effetti, questa concept assomiglia quasi più a una berlina che a una due volumi. Ad ogni modo, la grande novità saranno i nuovi motori turbo Vtec di 1.0 e 1.5 litri.

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Ma un salone dell’auto non si può definire tale senza la presenza dei designer. Sono molti quelli presenti qui a Ginevra, tutti con modelli che sembrano arrivare direttamente dal futuro. Pininfarina propone la H2 Speed, un prototipo da competizione sviluppato secondo le specifiche del regolamento LMP2 con alimentazione fuel cell a idrogeno. Sotto le sue linee da auto da pista si nascondono due motori elettrici in grado di erogare 503 CV che permettono alla H2 di scattare da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e di raggiungere una velocità massima di 300 km/h. I serbatoi di idrogeno sono posizionati lungo le fiancate e hanno la funzione di assorbire gli urti laterali. Quindi, ogni linea di questa concept è stata tracciata per assolvere ad una precisa funzione tecnica e il risultato non potrebbe essere migliore.

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Insomma, osservando i tanti prototipi presenti qui a Ginevra pare che nel prossimo futuro guideremo quasi esclusivamente auto elettriche o a idrogeno. Ma se lì per lì la cosa può far storcere il naso, è altrettanto vero che ormai questo particolare tipo di alimentazione ha raggiunto un livello di performance tale da permettere di non rimpiangere le prestazioni dei tradizionali propulsori termici. Già, ma noi appassionati di automobili siamo una razza strana e per quanto potremo andare forte con queste vetture a impatto zero, sentiremo sempre la mancanza di una cosa fondamentale. Il sound. Quel suono pieno e gutturale di un V8 o quello acuto e rabbioso di un V12. Quel suono che ti fa vibrare il cuore ogni volta che affondi il piede destro sull’acceleratore stampandoti un sorriso di puro piacere sulla faccia. Ma noi siamo fiduciosi e crediamo ancora che qualche costruttore continuerà comunque a pensare anche a noi appassionati. Infondo, “del doman non v’è certezza”.

 

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