#in10minuti

#in10minuti | Jeep Renegade

By on giugno 17th, 2016

Fuori c’è finalmente il sole. Fa caldo, ma un venticello leggero allontana un’afa altrimenti insopportabile. Insomma, il clima ideale per provare un fuoristrada, ma non uno qualunque. Un fuoristrada che porta sul cofano il logo delle 4×4 per eccellenza. Una Jeep. E ancora una volta, non una Jeep qualunque, ma quella più fuori dagli schemi che ci sia, quella che ha stravolto i canoni classici e tradizionali della Casa americana. La Renegade: la Jeep più piccola mai realizzata. Il modello che ha segnato l’ingresso del marchio nel mondo dei 4×4 di piccole dimensioni, abbandonando una fetta del suo tradizionalismo e concedendosi a diverse comodità tipiche dei moderni suv compatti. Ma si tratta pur sempre di una Jeep e una Jeep ha bisogno di sporcarsi le ruote, per questo per il nostro test abbiamo scelto una Limited a trazione integrale. E credeteci, nonostante il grande stacco con il passato, buon sangue non mente.

MOTORE+CAMBIO

1 – Potente il giusto. Non appena giriamo la chiave il 2.0 turbodiesel si sveglia con un leggero sussulto. Dentro la prima e partiamo. Il quattro cilindri davanti a noi eroga 140 CV, ma a listino c’è anche la variante da 170 CV e un 1.6 da 120 CV. Appare fin da subito molto fluido e corposo, anche e soprattutto grazie ai 350 Nm di coppia disponibili già a 1.750 giri. In città riusciamo a scattare da un semaforo all’altro con un filo di gas, ma è sulle strade extraurbane che questa unità da il meglio di sé. Davanti a noi non c’è traffico e ne approfittiamo, cominciamo ad accelerare progressivamente e il propulsore risponde benissimo, salendo di giri con decisione e in maniera assolutamente fluida, risultando anche più brioso di quanto ci aspettassimo. Buoni i consumi: 15 km/l di media, senza adottare una guida particolarmente parsimoniosa non sono male.

2 – Come un doppia frizione. La Renegade che stiamo provando è abbinata al cambio automatico a nove marce. Partiamo e bastano pochissimi metri per renderci conto che questo cambio, un convertitore di coppia, lavora davvero benissimo. Prima, seconda, terza. Percorriamo pochissimi metri con un filo di gas e le marce si susseguono una dopo l’altra senza scossoni o interruzioni di potenza. Allora forziamo un po’ l’andatura e anche così questa trasmissione non delude: acceleriamo e le marce si alternano velocissime e anche nelle frenate più brusche, la scalata è sempre fluida. Insomma, una buona trasmissione, anche se, forse, nove marce sono addirittura fin troppe, soprattutto se si guida prevalentemente in città.

SU STRADA+DESIGN

3 – Non teme il traffico. Dopo qualche chilometro di statale raggiungiamo il centro città. Con i suoi 4,23 metri la Renegade ci permette di muoverci con disinvoltura anche tra le vie più strette. Davanti a noi l’ampio parabrezza ci regala un’ottima visibilità, che unita agli sbalzi ridotti e al buon raggio di sterzata di 11,07 metri, rende questa Renegade una valida compagna anche per la città. Peccato solo per la visibilità posteriore, un po’ limitata dai grandi montanti e senza telecamera facciamo un po’ di fatica a parcheggiare nonostante la presenza dei sensori.

4 – Moderna e accattivante. La causa principale della scarsa visibilità posteriore, ovviamente, è principalmente da ricercare nel design di questa Renegade. Ci fermiamo per osservarla meglio. Le giriamo intorno e sì, nonostante le nuove compatte dimensioni, il DNA Jeep trasuda da ogni singola nervatura della carrozzeria. È compatta ma massiccia, tanto fuori quanto dentro, dove per via del cruscotto particolarmente profondo abbiamo la sensazione di trovarci su una macchina molto più grande. Lo stile è sempre molto fuoristradistico e personale. Immancabili le sette prese d’aria verticali nella parte frontale, come le modanature in plastica sulle fiancate, che insieme cancellano la parentela con la Fiat 500X.

FUORISTRADA+QUALITA E FRUSCII

5 – Nel suo habitat naturale. Ciò che più di tutto ci fa capire che questa Renegade è una vera Jeep, è il desiderio che ci mette addosso di cercare una mulattiera da percorrere tra fossi, sassi e terra. In un attimo abbandoniamo l’asfalto. Per muoversi in fuoristrada la Renegade fa affidamento sul sistema Jeep Active Drive Low, che ci permette, tramite l’apposito selettore davanti al cambio, di scegliere la modalità di guida che preferiamo tra Automatica, Neve, Sabbia e Fango. In più, con la versione Low abbiamo a disposizione anche le ridotte. Davanti a noi si apre una distesa di terra piuttosto compatta ma ricca di buche intervallate da ciuffi d’erba qui e là. Giù il piede sul gas e partiamo. L’aderenza è eccellente e nonostante le molte asperità le sospensioni, a schema MacPherson sia davanti, sia dietro, filtrano alla perfezione, limitando il rollio decisamente meglio rispetto a come hanno fatto poco fa su strada. Acceleriamo e rallentiamo continuamente per superare diversi ostacoli, ma il motore, così come il cambio, rispondo alla perfezione e in questo caso la rapportatura corta della trasmissione ci aiuta ad avere sempre il giusto livello di potenza a disposizione.

6 – Ben fatta ma rumorosa. Dopo esserci sporcati per bene le ruote e non solo, torniamo sull’asfalto. Mentre ci dirigiamo verso un lavaggio, ragioniamo sulla qualità di questa Renegade. Gli interni sono dominati dalle plastiche, una cosa abbastanza scontata su una suv con una vocazione così forte per il fuoristrada. Ma nonostante questo, la qualità con cui queste sono realizzate è molto buona. Anche gli accoppiamenti sono validi, così come l’insonorizzazione. Mentre guidiamo a velocità costante percepiamo appena la voce del motore: infondo grazie al cambio a nove marce riusciamo a viaggiare a 100 km/h con il propulsore che lavora ad appena 1.700 giri. Peccato solo per i fruscii aerodinamici, un po’ invadenti soprattutto in autostrada, ma con delle linee così tese e squadrate non c’è da stupirsi.

INFOTAINMENT+ABITABILITA

7 – Moderno ma non all’avanguardia. All’interno dell’abitacolo c’è un po’ tutto quello che serve per rendere la vita a bordo il più piacevole possibile. Tuttavia, il sistema di infotainment non è proprio di ultimissima generazione. Al centro della plancia spunta uno schermo touch, piuttosto piccolo e con una grafica non molto accattivante, ma tra gli optional è possibile scegliere quello da 6,5 pollici. Molto bello, invece, lo schermo posizionato all’interno del quadro strumenti, tra il contachilometri e il contagiri, che funge da computer di bordo. La grafica ha una risoluzione ottima e con movimenti decisamente moderni.

8 – Si viaggia comodi. Nonostante le dimensioni contenute, la Renegade è piuttosto spaziosa. Davanti si sta molto comodi e anche dietro si viaggia bene. Le portiere, vista la loro forma molto regolare, garantiscono una luce di accesso ampia, mentre la panca assicura una seduta lunga il giusto. Peccato solo che non ci sia un pozzetto per far passare gli oggetti più ingombranti come un paio di sci. Il bagagliaio, infine, ha una capienza di 351 litri, in media con la categoria e nonostante l’altezza da terra della macchina, la soglia di carico non è molto alta. Inoltre il fondo è fissabile in due posizioni.

PREZZI+DOTAZIONE

9 – Ricca di tutto. L’allestimento Limited, quello che stiamo provando, è uno di quelli più completi disponibili a listino. Di serie, oltre ai cerchi in lega da 17 pollici e ai vetri posteriori oscurati, ci sono anche il climatizzatore automatico bi-zona e i sensori di parcheggio. Sempre di serie sono anche alcuni dispositivi di sicurezza come il sistema di frenata assistita e quello di avviso di uscita dalla corsia. Sotto l’allestimento Limited si trovano nell’ordine lo Sport, il Longitude e il Dawn of Justice. Mentre superiori al Limited sono solo il nuovo 75th Anniversary e il Trailhawk, il più votato al fuoristrada.

10 – Piccola ma cara. L’obiettivo della Renegade è quello di imporsi sul mercato come un suv compatto ma ricercato, confrontandosi direttamente con una delle regine del mercato, la Mini Coutryman. Non stupisce, quindi, che i prezzi siano abbastanza elevati. Per una Limited come quella che abbiamo guidato fin’ora occorrono 32.100 euro, ma il listino, per quanto riguarda i Diesel, parte da 25.400 euro, necessari per portarsi a casa una 1.6 da 120 CV in allestimento Sport, che scendono a 20.800 se si sceglie la 1.6 benzina da 110 CV, entrambe a trazione anteriore.

LAVAGGIO

Una passata e via. Per asciugare la Renegade dopo averla lavata al termine del nostro test abbiamo utilizzato lo specifico panno Gyeon Q2M Silk Dryer, che è stato messo a nostra disposizione da Car-Care. Realizzato in poliestere e poliammide, ha una struttura in microfibra in grado di assorbire una grande quantità d’acqua. Ci è bastato un solo passaggio per rimuovere ogni goccia d’acqua.

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