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Inside | Ford Focus RS

By on luglio 13th, 2016

A poco più di una settimana dalla pubblicazione della nostra Auto Experience a bordo della nuova Ford Focus RS, torniamo a parlare della compatta ad alte prestazioni dell’Ovale Blu e con l’occasione presentiamo un nuovo format che da oggi arricchirà le nostre pagine: Inside è una rubrica pensata per conoscere in modo più approfondito una particolare sfumatura del carattere delle auto che abbiamo la possibilità di testare. In merito a questo, sono tanti gli spunti di riflessione che ci ha dato la RS messa a nostra disposizione dalla concessionaria Ford Authos di Moncalieri, ma ce n’è uno che più di tutti ci ha conquistato. Si tratta del suo sistema di trazione integrale. Nell’era dell’elettronica che controlla tutto, in cui i sistemi di assistenza alla guida tendono a rendere il comportamento delle auto, anche sportive, il più neutro e prevedibile possibile, la Focus più cattiva di tutte rappresenta un po’ una mosca bianca. Perché invece di limitare il feeling tra pilota e auto lo amplifica, dando sfogo a tutti quei comportamenti che le sue dirette rivali generalmente correggono e che fanno la gioia di noi appassionati, come il sovrasterzo di potenza. Tutto questo è possibile grazie al sistema Ford Performance All Wheel Drive, non una semplice trazione integrale introdotta per ragioni di sicurezza ma al contrario, un vero e proprio concentrato di tecnologia mirato ad esaltare l’esperienza di guida regalando a una vettura nata “tuttoavanti” la capacità di esprimersi come una “posteriore” incentivando, in alcune modalità, la guida di traverso.

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Come funziona – In condizioni di guida normali, il sistema 4×4 della Focus trasmette tutta la potenza sviluppata dal propulsore sulle sole ruote anteriori, un po’ come i tradizionali sistemi Haldex. A differenza di questi, però, quello della RS capisce quando arriva il momento di cambiar passo e all’occorrenza o in caso di necessità, arriva a trasmettere fino al 70% della coppia disponibile sulle sole ruote posteriori, dove l’incarico di distribuirla in modo appropriato viene preso in consegna dal sistema Torque Vectoring. Questo si affida a due frizioni con un pacco di sette lamelle ciascuna controllate dall’Unità di Controllo Posteriore ed è in grado di spostare anche il 100% della potenza a disposizione dell’asse posteriore su una singola ruota. Il risultato di tutta questa tecnologia? La RS è letteralmente ancorata alla strada, riuscendo a gestire accelerazioni laterali superiori a 1 g. Questo significa poter disegnare curve perfette con la precisione di un bisturi, con l’anteriore che morde il punto di corda e il posteriore che segue fedelmente aiutando ad uscire come palle di cannone anche dalle curve più lente. Una vera goduria per tutti coloro che amano la guida pulita e precisa.

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Puoi mandarla di traverso – Il bello viene quando si seleziona la modalità Drift. È in questa configurazione che la RS esprime al meglio la sua anima così controcorrente e votata a soddisfare il piacere di noi appassionati. Premendo il tasto posizionato sul tunnel centrale, il 70% della coppia viene trasmessa alle ruote posteriori, mentre l’assetto si tara in modalità Normal e quindi leggermente più morbido, per agevolare gli spostamenti di carico e lo sterzo si fa molto più leggero. A questo punto basta premere a fondo l’acceleratore, sterzare bruscamente e in un attimo ci si trova a disegnare virgoloni neri sull’asfalto. Sembra impensabile che un’auto moderna ti permetta di vivere tali momenti goliardici e ancora di più se si pensa che è stata progettata proprio per con questo obiettivo. Certo, non si può viaggiare di traverso ovunque. Con i suoi 1.600 kg la RS non è certo un peso piuma e per sovrasterzare ha bisogno di spazi di manovra piuttosto ampi. Una volta placata la nostra anima hooligan basta inserire la modalità Circuito che oltre a rendere la Focus più precisa e affilata, esclude buona parte dei controlli elettronici, lasciando la macchina libera di muoversi soprattutto in uscita di curva.

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Piacere puro – La Focus RS è davvero tutto ciò che noi appassionati desideriamo? Assolutamente si. È esattamente come dovrebbero essere tutte le auto di questa categoria: pensata, sviluppata e realizzata per emozionare in qualunque modo la si guidi. La risposta alle preghiere di tutti coloro che, in quest’era della sicurezza prima di tutto, dei consumi contenuti e delle auto fatte con lo stampino, stavano aspettando la loro paladina, in grado di risollevare il baluardo della passione. E con un prezzo di 39.500 costa anche meno delle sue dirette rivali più borghesi e conformiste.

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