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Dalle corse alla strada | Che fine hanno fatto le compatte sportive?

By on dicembre 12th, 2016

M-Sport, preparatore ufficiale per le vetture di casa Ford, ha recentemente presentato la nuova Ford Fiesta WRC 2017 che prenderà parte alla prossima edizione del Mondiale Rally. Realizzata sulla base della nuova Ford Fiesta (della quale abbiamo già parlato in un articolo a lei interamente dedicato), la variante da rally porta al debutto una meccanica completamente rinnovata, conforme alle normative WRC 2017. Il propulsore di 1.6 litri sfrutta una nuova flangia da 36 mm, con una pressione di sovralimentazione di 2.5 bar, che porta la potenza massima a circa 380 CV, mentre la coppia si aggira intorno ai 500 Nm. Decisamente più estrema anche l’aerodinamica e il setup generale della vettura, che può ora fare affidamento su carreggiate allargate di 60 mm davanti e 30 mm dietro.

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I tempi d’oro – Il lancio della nuova Ford Fiesta WRC, con la sua carrozzeria bombatissima e una potenza quasi da supercar ci ha riportato alla mente le mitiche Gruppo B degli anni Ottanta. Gli anni in cui le vetture da rally volavano tra ali immense di folla che si muovevano all’unisono seguendo il movimento delle auto. Gli anni in cui proprio i rally rappresentavano una delle massime espressioni dell’automobilismo sportivo, nonché il palcoscenico sul quale le case automobilistiche mettevano in scena i loro bolidi più prestazionali, per mostrare al mondo di cosa erano capaci quegli stessi modelli che poi tutti gli appassionati potevano trovare in concessionaria. Ed è da qui che parte la nostra riflessione.

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Mostri sacri – In quegli anni, infatti, per omologare una vettura da gara, ogni costruttore doveva necessariamente realizzare una piccola serie di qualche centinaio di esemplari stradali della sua vettura da corsa. È così che sono nate le versioni omologate per la circolazione su strada della Lancia Delta S4, dell’Audi Quattro, della Peugeot 205 T16 e di molte altre. Veri e propri mostri da centinaia di cavalli con carrozzerie sotto steroidi, ma con la targa sui paraurti.

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La fine di un’era – Ma quei tempi sono passati. Il periodo del “basta che vada forte” appartengono ad un’era ormai lontanissima da noi. Oggi viviamo immersi nelle normative antinquinamento, nel downsizing estremo e nel politically correct, che insieme hanno decretato la morte delle sportive stradali derivate dalle auto da competizione. Oggi, il più delle volte, siamo costretti ad accontentarci di auto che, pur essendo capaci di prestazioni di tutto rispetto, sono ben lontane da quel genio e quella sregolatezza che un tempo muovevano ingegneri e designer. Le moderne compatte sportive sono in grado di stampare dei gran sorrisi sulla faccia di chi ha la fortuna di possederne una, ma quelle carrozzerie bombatissime o quelle soluzioni tecniche tanto estrose non fanno più parte del vocabolario delle hothatch di ultima generazione. Basti pensare alle varianti stradali delle moderne auto da rally. Peugeot ha la 208 GTi, Citroen la DS3 Racing e Ford la Fiesta ST. Tutte auto capaci di divertire, ma di paraurti bombati o motori davvero spinti nemmeno l’ombra.

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L’ultimo baluardo – Una delle ultime case a dare vita ad un modello stradale con davvero le corse nel sangue è stata Renault con la Clio RS di terza generazione. Sulla RS erano ben poche le componenti meccaniche comuni a una normale Clio. Purtroppo però, dopo di lei la Clio RS di quarta generazione ha ceduto alle logiche del moderno mercato automobilistico, abbandonando la carrozzeria bombata della sua progenitrice e passando definitivamente al cambio automatico. In questo modo, anche lei si è adattata al moderno modo di concepire le compatte sportive, fatte di motori più potenti semplicemente montati dentro le carrozzerie delle versioni più tranquille, arricchite qui e là con qualche piccolo particolare estetico un po’ più sportiveggiante.

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Non tutto è perduto – Una piccola speranza per tutti noi appassionati ce l’ha data Ford. La nuova Focus RS, infatti, esce dai tradizionali e moderni schemi di compatta sportiva mettendo a disposizione di noi appassionati una sportiva di razza a trazione integrale, con un cambio manuale tutto da strapazzare, un sound ignorante e addirittura un’elettronica in grado di incentivare la guida di traverso. Insomma, qualcuno che pensa ancora a noi appassionati c’è e ora speriamo che la nuova Fiesta WRC 2017 possa rappresentare lo spunto per qualche “follia da appassionati” anche per la più piccola della Casa dell’Ovale Blu e che questa possa incentivare anche altri produttori a lavorare su qualche variante davvero cattiva dei loro modelli. Perché infondo, la passione esiste ed esisterà sempre.

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