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Mazda 6 | Berlina e wagon a confronto

By on novembre 24th, 2016

Crossover, suv e chi più ne ha più ne metta. Negli ultimi anni il mercato è stato letteralmente invaso da nuove tipologie di automobili nate non tanto per venire incontro alle reali necessità degli automobilisti, quanto per dettare nuove mode nell’era in cui l’auto si è trasformata sempre più in un oggetto intercambiabile alla stregua di un cellulare. Ma nonostante questa visione estremamente moderna dell’auto, ci sono due segmenti che continuano a vivere e a rappresentare due capisaldi dell’intero mercato automobilistico. Stiamo parlando delle berline e delle station wagon. Due modi di vivere le quattro ruote allo stesso tempo simili, ma diversi. E proprio per scovare queste similitudini e diversità abbiamo preso a riferimento l’ultimo aggiornamento della Mazda 6 in entrambe le sue varianti di carrozzeria, al volante delle quali abbiamo scoperto tutte le sfaccettature del carattere delle moderne berline e station wagon.

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Ciò che piace agli italiani. Entrambe le vetture a nostra disposizione sono in allestimento Exceed, il top della gamma, alimentate dal medesimo 2.2 Skyactiv-D in abbinamento al cambio automatico. Le differenze, quindi, si concentrano sulla carrozzeria. Stando ai dati delle immatricolazioni, in Italia il mercato è dominato dalle berline, con 861.052 unità vendute da gennaio a ottobre e una quota di mercato pari al 54,1%. Più staccate le station wagon, con 115.923 immatricolazioni e una quota di mercato dell’8,1%. Tuttavia, bisogna fare una precisazione: tra le berline, ovviamente, rientrano anche tutti quei modelli che non hanno un corrispettivo familiare, come la Mercedes Classe S o la BMW Serie 7. E non solo, anche vetture come la Fiat 500 o la Volkswagen Golf, giusto per fare due esempi, rientrano in questa somma calcolata dall’Unrae. Per questo motivo il dato è così alto. In realtà, i gusti degli italiani sono generalmente molto orientati verso le station wagon, segmento scelto non solo dalle famiglie, ma anche da imprenditori e rappresentanti oltre che da tutti coloro che sono alla ricerca di una vettura spaziosa ma che non per questo sono disposti a scegliere un suv, un crossover o una monovolume.

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Il segreto è nel bagagliaio. Esteticamente le differenze tra berline e station wagon sono piuttosto evidenti. Osservando le due Mazda 6, la nostra attenzione è catturata dalle linee disegnate dal Kodo design, che negli ultimi anni ha caratterizzato il linguaggio stilistico delle vetture della Casa di Hiroshima. Il frontale è uguale per entrambe, è quando le si osserva di profilo e soprattutto nella parte posteriore che saltano all’occhio le principali differenze. Per quanto possa sembrare strano, tra le due Mazda 6, la più lunga anche se di poco, non è la wagon, ma la berlina, con 4,87 metri contro 4,80. Il terzo volume della berlina da accesso a un vano di carico di 480 litri, mentre il bagagliaio della wagon offre 522 litri. Ma la differenza non è tutta qui. Ciò che più di tutto distingue le due vetture è il modo in cui permettono di sfruttare questo spazio. Sulla wagon, infatti, il piano è maggiormente modulabile e abbattendo i sedili posteriori è possibile raggiungere una capacità di cario di 1.648 litri, oltre tutto maggiormente sfruttabili in altezza, cosa impossibile da fare sulla berlina.

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Tutto a portata di chi guida. Nessuna differenza, invece, sul fronte dell’abitabilità. Entrambe offrono cinque comodi posti, con quelli posteriori facilmente accessibili grazie all’ampio angolo di apertura delle portiere, ma è sedendosi davanti che si apprezza maggiormente ciò che la Mazda 6 ha da offrire. Ci accomodiamo al posto di guida. Il sedile è ben profilato e la seduta piuttosto bassa. Davanti a noi il tradizionale quadro strumenti a tre elementi circolari è sovrastato dall’head-up display che riporta in maniera chiara le principali informazioni di viaggio. Spostando leggermente lo sguardo verso destra incontriamo lo schermo del sistema di infotainmant, montato in alto in modo da non costringere ad allontanare troppo lo sguardo dalla strada e comandabile attraverso l’apposita rotella posizionata sul tunnel centrale.

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Più grintosa di quanto ti aspetti. Cominciamo il nostro giro al volante della berlina. Premiamo il tasto start e il quattro cilindri si mette in moto con una sonorità molto più simile a quella di un benzina piuttosto che a quella di un Diesel. Il merito va in buona parte al rapporto di compressione di 14:1, esattamente lo stesso della variante benzina. Percorriamo i primi chilometri e la prima cosa a colpirci è la fluidità di questa propulsore. Premiamo a fondo il piede destro sul gas e la Mazda 6 si lancia in avanti con decisione grazie ai suoi 175 CV di potenza massima e alla generosa coppia di 420 Nm già disponibile a partire da 2.000 giri. Ottimo anche il cambio automatico a sei rapporti, che ben si sposa con la grinta del motore. I passaggi da un rapporto all’altro avvengono in maniera fluida e molto veloce, intuendo sempre le intenzioni di chi sta alla guida. Coinvolgenti anche i paddle montati dietro il volante, anche se utilizzandoli le cambiate si fanno leggermente più lente.

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Tutte da guidare. Ci buttiamo in un tratto tutto curve immerso nel verde delle Langhe piemontesi. Gli scenari sono da cartolina e la Mazda 6 è un’ottima auto con la quale viverli. Il primo tratto di strada è un susseguirsi di curve veloci una dopo l’altra. Siamo sempre al volante della variante berlina, che si comporta egregiamente. Grazie al G-Vectoring Control, che interviene sulla coppia erogata dal propulsore in base agli imput dello sterzo, in percorrenza non rischiamo mai di avere più potenza di quanta in realtà non ce ne serva, riuscendo così a disegnare traiettorie fluide e pulite, anche grazie all’ottimo comparto sospensivo. Questo non si limita a filtrare le asperità, ma contribuisce a rendere la macchina piatta e molto reattiva anche nei cambi di direzione più repentini. Davanti lavora un MacPherson, mentre al posteriore fa sentire la sua presenza un sistema multi-link che permette al retrotreno di seguire fedelmente gli ordini impartiti dalle ruote anteriori, collegate a uno sterzo un po’ “vuoto” nella prima parte, ma piuttosto preciso nel complesso.

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Familiare a chi? A metà del nostro percorso lasciamo la berlina per salire a bordo della wagon. L’ambiente interno è identico a quello che abbiamo appena lasciato. Nonostante ci si potrebbe aspettare una dinamica di guida diversa dalla berlina, i tecnici Mazda hanno fatto un lavoro di messa a punto molto accurato per rendere la loro 6 wagon godibile tra le curve tanto quanto la berlina. A dimostrazione di ciò c’è il peso: 1.425 kg, appena 5 in più rispetto alla sorella a tre volumi. Tra le curve, quindi, la station wagon si muove con disinvoltura e mentre passiamo da una curva all’altra quasi ci dimentichiamo di trovarci a bordo di un’auto da famiglia. E le prestazioni lo dimostrano. La velocità massima è di 215 km/h, 216 per la berlina, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 8,6 secondi contro gli 8,4 della berlina.

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Tecnologiche e parsimoniose. Tornando verso la redazione scegliamo di percorrere quello che probabilmente è l’habitat più congeniale alla Mazda 6: l’autostrada. A velocità di codice l’insonorizzazione è ottima, si avverte solo un leggero fruscio provenire dagli specchietti retrovisori. Tra le due varianti non si avverte nessuna differenza, se non fosse per la visibilità posteriore, leggermente più scarsa sulla berlina per via dell’inclinazione più pronunciata del lunotto. Insomma, con entrambe si viaggia davvero in souplesse e con consumi davvero contenuti. Nel corso della nostra prova abbiamo percorso circa 17,5 km/l con entrambe le varianti. Una media davvero niente male. Il merito va sicuramente alla tecnologia Skyactive che caratterizza questo propulsore 2.2, che attraverso due turbine sequenziali eroga sempre e solo la quantità di potenza necessaria alle reali condizioni di utilizzo. Moltissimi, poi, i dispositivi tecnologici che arricchiscono la dotazione della Mazda 6, tutti di serie sulla variante Exceed. Come l’i-Eloop, un sistema di recupero dell’energia cinetica in rilascio e frenata che viene poi riutilizzata per alimentare la rete di bordo e ancora il sistema di frenata automatica che integra il riconoscimento dei pedoni e dei cartelli stradali e il cruise control adattivo. Un ultimo dato da tenere in considerazione è il prezzo. Il listino della Mazda 6, sia berlina sia station wagon, parte da 31.200 euro, mentre per le versioni Exceed sono necessari 35.000 euro. Un prezzo decisamente allettante soprattutto se si considera il livello di dotazione, che non ha nulla da invidiare a quello delle tedesche, rispetto alle quali la Mazda 6 rappresenta una scelta controcorrente, ma sempre di qualità, dettata dalla volontà di mettersi al volante di una vettura che fa dello stile e del piacere di guida uno dei suoi principali cavalli di battaglia

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Questione di gusti. Insomma, la Madza 6 è un’ottima compagna di viaggio dall’indole particolarmente poliedrica. Non si tratta soltanto di una buona auto da famiglia o di rappresentanza, ma anche di una vettura in grado di soddisfare i desideri di chi per spostarsi da un punto A a un punto B non sceglie sempre la strada più veloce, ma cerca ancora il piacere della guida e delle curve, dove la Mazda 6, indipendentemente dalla variante di carrozzeria che decidete di scegliere, sa davvero dare il meglio di se. E proprio alla luce di questo, al termine di questo nostro confronto pensiamo che, in fondo, le differenze tra berline e station wagon oggi si limitino esclusivamente alla loro immagine e alla loro capacità di carico, perché una volta su strada, le sensazioni che sanno trasmettere vanno ben oltre la forma delle loro carrozzerie.

Fotografie: Giancarlo Cazzin

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