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Mercedes Museum | Viaggio nella storia dell’automobile

By on giugno 8th, 2018

Abbiamo visitato il Mercedes Museum di Stoccarda e siamo rimasti a bocca aperta. Un vero e proprio tuffo in oltre cento anni di crescita ed evoluzione non solo del brand tedesco, ma dell’auto in generale. Da vivere almeno una volta nella vita.

Ci sono tante cose che un appassionato di automobili sogna di fare nella vita e tante di queste, per molti, rimangono purtroppo un sogno nel cassetto. Altre esperienze, invece, sono alla portata di tutti e, anzi, andrebbero vissute almeno una volta nella vita. Una di queste è la visita al Mercedes Museum di Stoccarda. Non si tratta del solito salone riempito di tutti i modelli di un dato marchio. No, il Mercedes Museum non è solo un tuffo negli oltre 100 anni di evoluzione del marchio della Stella, ma un vero e proprio viaggio nella storia dell’automobile, dai suoi albori sul finire dell’Ottocento, fino ai giorni nostri. Un lungo percorso che si fonde con i più importanti avvenimenti che hanno segnato il mondo dal XX secolo, fino ad oggi, alla scoperta di come questi abbiano condizionato la crescita, la diffusione e lo sviluppo dell’automobile.

Patent Motorwagen – Il nostro viaggio nella storia di Mercedes e dell’automobilismo comincia all’ultimo piano dell’imponente struttura vetrata che sorge a pochi chilometri dal centro di Stoccarda. Ad accoglierci, nella prima sala, c’è lei: la Patent Motorwagen, la prima automobile della storia. Venne registrata all’Ufficio Brevetti dell’Impero Germanico il 29 gennaio del 1886 da Karl Benz e presentata al pubblico nel mese di luglio dello stesso anno. Era alimentata da un motore monocolindrico con una cilindrata di 577 cc, che le assicurava una velocità massima di poco superiore ai 15 km/h. Purtroppo, quella presente al Museo è una replica. Nessuno degli esemplari prodotti da Karl Benz è arrivato fino ai giorni nostri.

Mercedes-Simplex – Il successo della Patent Motorwagen non aprì la strada solo alla crescita del produttore tedesco, ma rappresentò il primo passo evolutivo verso il moderno concetto di automobile. Passando alla seconda sala, infatti, si entra nei primi rombanti vent’anni del ‘900, dove tra i modelli esposti spicca la Mercedes-Simplex. Datato 1901, si tratta dell’esemplare più antico di Mercedes oggi esistente. Venne disegnata da Wilhelm Maybach ed era spinta da un propulsore a quattro cilindri con una potenza di 40 CV, per una velocità massima di 80 km/h.

Mercedes Blue Wonder – Continuando la nostra passeggiata, ci troviamo nella prima di tante sale dedicate alle esposizioni speciali. Questa è dedicata ai tanti veicoli da lavoro e mezzi pesanti messi a punto da Mercedes in oltre un secolo di storia. Per chi ama i camion questo è il paradiso, ma ciò che cattura immediatamente la nostra attenzione è il Blue Wonder. Si tratta di un particolare carro attrezzi realizzato a metà degli anni Cinquanta. L’obiettivo dei tecnici Mercedes era quello di progettare un mezzo di soccorso in grado di prestare un pronto e rapido intervento alle Stelle d’Argento in gara. Serviva dunque un mezzo particolarmente veloce. Per questo motivo gli ingegneri modificarono il telaio di una 300 SL allungandolo e creando un piano di carico in grado di trasportare una vettura da gara. Grazie al motore 3 litri a sei cilindri della coupé tedesca, il Blue Wonder era in grado di raggiungere una velocità massima di 170 km/h. Non vi è più traccia dell’esemplare originale, quello esposto al Mercedes Museum e una replica.

Mercedes 300 SEL Red Pig – Un’altra collezione che merita assolutamente di essere vista al Mercedes Museum è quella dedicata al mezzo secolo di storia di AMG. Qui, tra i modelli stradali e da competizione, c’è davvero da perderci la testa. La prima a colpire è indubbiamente la Project One. A vederla dal vivo sembra un ibrido tra una vettura pronta per la 24 Ore di Le Mans e una concept car. Bassa larga e con un’aerodinamica estrema. Ma per noi, la regina di questa sezione del Mercedes Museum è la 300 SEL 6.8, meglio nota come Red Pig. Venne presentata nel 1970, ma a causa di un eccessivo consumo degli pneumatici, non riuscì a prendere il via della 24 Ore di Spa. Con una serie di modifiche, tra le quali il contenimento del peso ad “appena” 1.635 kg e una potenza cresciuta fino a 420 CV, si ripresentò ai nastri di partenza della gara belga l’anno successivo riuscendo a chiudere al secondo posto. Ma l’anno successivo i regolamenti cambiarono, il limite di cilindrata per le vetture turismo venne stabilito a 5 litri e la carriera sportiva della Red Pig finì. L’unico esemplare prodotto venne venduto alla Matra, che dopo una serie di modifiche lo utilizzò per testare i carrelli dei caccia. Quello esposto al Mercedess Museum, quindi, è una replica.

 

 

Mercedes Hamman – Sempre nella sezione dedicata ad AMG, c’è un altro esemplare che merita di essere osservato da vicino. La Mercedes Hamman del 1986, la progenitrice delle moderne berline ad alte prestazioni. Di lei vennero realizzati soltanto trenta esemplari con carrozzeria berlina e coupé e una soltanto in variante wagon. Sotto il cofano scalpitava un propulsore V8 di 5,5 litri, lo stesso della 560 SEC, ma portato fino a 355 CV. A questo si accompagnava una carrozzeria completamente nera con carreggiate allargate e spoiler posteriore che pur senza ostentarlo troppo, rendevano chiaro fin dal primo sguardo il potenziale di questa tre volumi.

Mercedes ESF 22 – Lasciati alle nostre spalle i motori da centinaia e centinaia di cavalli delle AMG, entriamo in quella che forse è una delle sezioni più interessanti del Mercedes Museum, quella dedicata ai prototipi e ai test. Qui è possibile vedere da vicino i progressi compiuti nel campo della ricerca e dello sviluppo. Da quando i dati venivano trasmessi via cavo dalla macchina test a quella di supporto, fino ai moderni sistemi di telemetria. Bellissima, in questa sezione, la ESF 22. Presentata nel 1973, si trattava del terzo prototipo realizzato da Mercedes nel contesto del programma Experimental Sefety Vehicle, il cui obiettivo era quello di studiare nuove soluzioni in grado di aumentare le chance di sopravvivenza in caso di incidente. Per questo motivo, la Mercedes ESF 22 era dotata di airbag e pretensionatori per le cinture di sicurezza.

Esperienza indimenticabile – Mentre ci avviamo verso l’uscita del Mercedes Museum, perdiamo nuovamente la cognizione del tempo ammirando le tante vetture presenti nella sezione dedicata al motorsport. Qui sono esposti tutti gli esemplari che hanno fatto la storia della Stella nelle competizioni, dal turismo alla Formula 1, passando per l’endurance e addirittura le gare riservate ai camion. Mentre usciamo ci giriamo ancora una volta ad ammirare l’immensa struttura alta quasi 50 metri. In un attimo ripercorriamo i nove piani del museo e i 160 veicoli esposti e ci allontaniamo consapevoli di aver imparato qualcosa di più sulla storia di Mercedes e tantissimo su quella dell’automobilismo.

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